La solitudine degli amanti un libro giallo di Fabio Mazzeo

Dal 7 marzo in libreria

In una Roma dove immortale è anche la commistione tra il bene e il male, la caccia serrata a un serial killer.
Uccide donne che tra loro non si conoscono, ma sono accomunate da segreti inconfessabili e tutte conservano, tra i loro effetti personali e nascosti, un verso scritto con inchiostro verde, frasi diverse della stessa canzone di Ivano Fossati: L’amante.
Le indagini sono affidate a un magistrato e un poliziotto, vittime di solitudini diverse e disposti a tutto per arrivare alla verità.

"Io mi illudo di avervi ridotto senza di me a piaceri imperfetti"

La scena del crimine

La vittima è un’artista cinquantenne, sposata con uno degli avvocati più influenti di Roma. Il ritrovamento del cadavere a Piazza delle Muse allarma da subito gli inquirenti. La donna sembra essere morta, contemplando un panorama incantevole e romantico: sul braccio uno squarcio, segno di un morso; una vera di diamanti al dito. Elementi che rimandano a un altro omicidio avvenuto diciassette mesi prima e rimasto irrisolto. È la firma di uno stesso killer?

Le indagini

La ricerca del killer è affidata a una coppia di investigatori: il magistrato Liliana Cannata e l’ispettore Andrea Giannini portano avanti le indagini condividendo solitudini diverse. Lei costruisce verità giudiziarie provando a tenersi lontano dalle commistioni tra bene e male, in una città come Roma immortali quanto la bellezza di monumenti e panorami; per lui l’indagine diventa l’unica possibilità di superare il suo passato, infangato dalla calunnia, livido di dolore.

L’amante

Tutte le donne uccise conservano biglietti scritti di pugno, con grafia antica e inchiostro verde: sono versi diversi della stessa canzone di Ivano Fossati, L’amante. Gli investigatori li ritrovano tra gli effetti custoditi con cura, tra i segreti nascosti. Ne scopriranno altri, in un puzzle che una tessera dopo l’altra comporranno un quadro dolcissimo e terribile.

La musica

L’Amante di Fossati è il centro, l’inizio e la fine, l’indizio e il perno. Ma la musica italiana d’autore è fondamentale nel romanzo, risuonando tra le pagine del libro come nella vita di Giannini, che in essa annega il dolore per la morte di Nina, la donna che gli aveva fatto scoprire l’amore, “un luogo dove c’è troppo dolore e dove non voglio più tornare”.

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